MASCHERE AFRICANE

IL MISTERO DELLE MASCHERE AFRICANE

♦ Definizione e caratteristiche della maschera africana

In molte culture africane, la maschera assume principalmente un ruolo religioso, ma anche sociale, culturale e politico.

Per il popolo (minoranza situata all’est della Costa d’Avorio), la maschera (glaè) è la rappresentazione di Dio: infatti, gli Wè riconoscono Dio come il sommo creatore, ma non lo conoscono veramente. E’ il glaè ha rappresentarlo.

La maschera è una potenza soprannaturale, l’incarnazione di uno spirito, un vero e proprio essere vivente.
Di conseguenza, è importante sottolineare la differenza tra il concetto di maschera in Occidente e il glaè.

Dal punto di vista materiale, la maschera è l’insieme del volto scolpito, il copricapo, la tunica, la gonna di raphia e colui che la indossa. Tutto questo materiale non è che il sostegno dello spirito. Ciò che è comunemente chiamata maschera , in realtà, non è che il volto del glaè.

Ma il viso in sé non significa nulla: solo dopo la consacrazione esso diventerà glaè, il simbolo nel quale si è incarnato lo spirito.

♦ Autenticità della maschera

Secondo il vocabolario, l’autenticità di un oggetto indica la sua veridicità, la sua genuinità. Un prodotto è autentico quando è originale, non falso.
Invece una maschera africana si dice autenticaquando è stata incarnata da uno spirito.

♦ Chi può indossare una maschera?

In principio, le maschere venivano portate dagli antenati scelti direttamente dallo spirito. Alla fine del mandato, il compito doveva essere lasciato a dei nuovi eletti.

Per sceglierne di degni, era necessario affrontare un rito di iniziazione, nel quale l’iniziato imparava a camminare, a parlare e a ballare. L’apparenza del glaè doveva segnare un’evidente differenza tra esso e gli uomini.
Il prescelto deve possedere delle caratteristiche precise: dev’essere un uomo giovane, circonciso, stabile, possibilmente sposato, poiché la manifestazione del glaè da luogo ad un vasto raduno. Solitamente, il glaè è indossato da eredi di sesso maschile. I casi in cui il compito spetta a una donna sono molto rari.

♦ Tipi di maschere

Le maschere presentano differenze evidenti.

In primo luogo, si possono distinguere in base all’età: le si classifica, infatti, dalle più anziane alle più recenti. Le maschere più anziane tendono ad avere la gonna di raphia più spessa e ampia.
La maschere più popolari sono: le masque mendiant (la maschera mendicante), le masque danseur (la maschera danzante), le masque chanteur (la maschera cantante), le masque griot (la maschera cantastorie) e le masque guerrier (la maschera guerriera).

♦ Le masque danseur

Masque danseur della Costa d'Avorio

Sono le maschere più numerose e le più apprezzate. Queste maschere sono gli animatori delle feste. La loro presenza entusiasma le folle e le intrattiene prima dell’arrivo delle maschere più importanti.
Il suo viso varia da forme antropomorfe a forme surrealiste, talvolta geometriche. Alcune di queste maschere presentano più paia di occhi. Il loro aspetto insolito esprime l’inesprimibile, l’ineffabile, dal momento che incarna il soprannaturale.
Ogni maschera danzatrice possiede degli oggetti simbolici: una coda di bue, una coda d’elefante o una piccola ascia. Tiene in mano anche un lungo bastone.

♦ Le masque guerrier

Masque guerrier

Questa maschera ha il compito di mantenere l’ordine pubblico all’interno del villaggio. E’ sempre in piedi, sull’attenti, e veglia affinché nessun intruso metta a rischio la sicurezza del popolo.
Il suo volto ricorda quello di un animale selvaggio: la sua bocca è un vero e proprio muso, con tanto di zanne. La peluria facciale è composta da peli di animale e capelli umani.
La bellezza di questa maschera sta nell’espressione della sua bruttezza, ispiratrice di terrore: infatti, più la maschera è orrenda e spaventosa, più è bella.

Le maschere hanno una funzione fondamentale nella cultura africana – non sono semplicemente una forma d’arte: esse costituiscono la storia del paese a cui appartengono.

Masque danseur della Costa d'Avorio


“Imparerai a tue spese che nel lungo cammino della vita incontrerai tante maschere e pochi volti.”


– Luigi Pirandello
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