ARTE BATIK: ORIGINE E STORIA

Gli studi archeologici e i testi antichi dimostrano l’esistenza del batik, una tecnica tessile che associa cera e colori.

L’origine del batik risale alla notte dei tempi, quando l’uomo ha osservato gli effetti che gli agenti atmosferici decoloravano su oggetti naturali .
Così, gli uomini hanno cercato diversi modi per tingere questi oggetti, i tessuti in particolare.
Oggi il batik non è un prodotto nuovo, anche se abbonda negli angoli dei nostri mercati. Certo, alcune imprese industriali hanno modernizzato il batik, ma la sua meccanizzazione esisteva ben prima del XIX secolo.


Un breve percorso, attraverso i continenti, ci permetterà di scoprire l’origine del batik.

In Asia:

Secondo studi documentati, il batik sarebbe nato in Asia dai popoli malesi e indonesiani. Essi decoravano i loro tessuti con la cera e con i colori naturali provenienti dalle piante (corteccia di granatiere), dai molluschi marini e dagli insetti.

Con motivi tipici della loro cultura, l’Asia ha conservato preziosamente questa tecnica di produzione tessile, che la rende un focolaio imprescindibile nella storia della fabbricazione del batik.

In Europa:

L’Europa è caratterizzata dall’importanza delle tinture e dei numerosi coloranti che possiede. È innanzitutto l’Italia che trae profitto dalle conquiste fenicie, cretesi ed egiziane, grazie alle colonie greche installate sulle coste italiane nell’VIII secolo. In tal modo, il commercio favorì l’ingresso sul mercato europeo dei prodotti di fabbricazione del batik.

Nel 1835, imprese olandesi iniziarono a imitare i batik e a cercare di venderli. Questo commercio è progredito rapidamente grazie ai britannici che praticavano il libero scambio con l’India.
La Svizzera si è unita all’Olanda nella produzione di massa del batik. Così, hanno fatto imitazioni di batik di medie qualità. Il commercio europeo è quindi continuato fino all’inizio del XX secolo e le imprese hanno migliorato l’imitazione dei veri batik.
L’interesse per le arti e gli artigiani in Europa rende il batik una tecnica preferita da artisti professionisti e dilettanti in Olanda, Germania e Austria.

In America

Sono stati rinvenuti dei tessuti sulle coste pacifiche dell’America, migliaia di anni a.C. Presentano motivi geometrici ottenuti per l’impregnazione di polveri colorate.

In America precolombiana, i Maya, gli Inca erano molto bravi nei processi di tintura. Furono gli olandesi che importarono il batik negli Stati Uniti.

In Africa

Frammenti di tessuto sono stati trovati durante scavi in Egitto. Lo storico greco Erodoto (484-425 aC. C.) e lo scrittore antico Plinio (70 d.C.) confermano anch’essi l’esistenza di questi tessuti in Egitto.

Duemila anni prima della nostra era, gli egiziani, che sapevano lavorare il lino, erano maestri nella tintura. Erano i primi ad utilizzare i pigmenti. L’ocra e il nero di fumo servivano loro a preparare gli inchiostri dei papiri.

La diffusione del batik in tutto il continente sarebbe dovuta all’Africa occidentale.

I Soninkés del Senegal dominavano già, all’inizio del XX secolo, l’arte della pittura su riserva (a cera). Essi hanno riversato le loro tecniche (know-how) sulle coste occidentali africane, in seguito alla conquista degli Almoravidi, che li dispersero in tutto il continente africano.

La tecnica si estenderà in seguito alla Sierra Leone, alle due guinee (Conakry, Bissau), al Mali e alla Costa d’Avorio.

Questo percorso conferma che il batik è e rimane un’attività umana.

Come ogni attività, presenta varie produzioni che generano reddito a qualsiasi persona o gruppo di persone che lo praticano. Così, per interessi di ordine sociale, professionale ed economico, uomini e donne si costituiscono in associazioni (ONG, cooperative…) per creare unità di produzione batik al fine di migliorare le loro condizioni di vita.

Queste diverse unità di produzione operano in modo artigianale nelle nostre diverse località. In Costa d’Avorio abbiamo: Adjamé Kaolin AttecoWilliamsville – il villaggio Ki-yi M’bock – la città di Grand-Bassam, insieme ad molte altre.

YAPO Yapo Patrick (YAPAUD)

Artiste plasticien-Installateur Enseignant de couleur et de techniques associées au textile au Centre Technique des Arts Appliqués (CTAA) de Bingerville-Cote d’Ivoire

Alcuni scatti tratti della mostra di Yapo Patrick

Pubblicato da Stefanie

Co-founder e creative editor per Second Generations. Event planner per Associazione Culturale Mosaik.

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