5 Ricette Più Amate In Costa D’Avorio

Côte d’Ivoire, nazione dal dolce clima tropicale e dai sapori esotici. Un paese dove anche il cibo ha un ruolo fondamentale. Quali pietanze, tra le tante, sono le più popolari e apprezzate? Ecco una breve Top Five:

1. Attiéké (at-cié-ké)

Il piatto ivoriano per eccellenza – apprezzato non solo in Costa d’Avorio, ma anche in molti altri paesi africani, è arrivato in Occidente grazie all’aiuto della diaspora.

Che cos’è?

Una pietanza a base di manioca. Più precisamente, la polpa di manioca viene fermentata e poi grattugiata, fino ad assumere il suo tipico aspetto granulato.

L’attiéké viene poi sigillato in sacchetti plastica per conservarne la freschezza e la consistenza.

Come si cucina?

Tolto dal sacchetto, l’attiéké si sgrana in una bacinella, poi si versa in uno scolino sotto il quale si ha messo a bollire dell’acqua. Il calore del vapore farà cuocere la nostra pietanza.

Con cosa si accompagna?

L’attiéké è molto spesso accompagnato con del pesce fritto come il tilapia o la carpa. In alternativa si può cucinare con del tonno, ma in questo caso l’intero piatto prende il nome di Garba. Inoltre, è ancora più saporito se servito anche con una salsa speziata a base di verdure bollite, oppure semplicemente con pomodori freschi e cipolle sminuzzate. Per condire il tutto, si spolvera sopra un po’ di Maggi Cube.

Ora il vostro attiéké è pronto per essere mangiato! Ah, e con le mani, mi raccomando!

2. Alloco (a-lo-ko)

Un altro piatto molto popolare in Costa d’Avorio. In realtà, è conosciuto in tutta l’Africa: in Nigeria è chiamato Dodo, in Ghana Kelewele e nella Repubblica Democratica del Congo è invece noto come Makemba.

Che cos’è?

Semplice banana fritta. Ovviamente, mi riferisco alla banana plantain, che non è altro che la versione tropicale della banana comune.

La banana plantain viene cucinata in vari modi, in realtà: fritta, bollita, ridotta in poltiglia e fritta di nuovo. La mia versione preferita di banana plantain è quella in chips: uno snack croccante come le patatine, ma dolce come l’amato frutto giallo.

Come si cucina?

La banana viene (ovviamente) sbucciata, affettata, cosparsa di un pizzico di sale, e infine immersa nell’olio bollente. La si lascia friggere per qualche minuto poi, quando raggiunge un colore dorato scuro, l’alloco è pronto per essere servito.

Attenzione a non bruciarlo – io ne so qualcosa!

Con cosa si accompagna?

Come l’attiéké, anche l’alloco si sposa con del pesce ben rosolato. Con una salsa leggermente piccante ha un gusto divino, ma in realtà lo si può anche gustare da solo nella sua semplicità.

3. Foutou banane (fu-tu / ba-na-n)

Qui sono di parte – il foutou banane è uno dei miei piatti ivoriani preferiti. Non che non sia una fan anche delle due pietanze precedenti, ma io e il foutou abbiamo un rapporto speciale.

Che cos’è?

Il foutou è un piatto originario della Costa d’Avorio, ma anche molto apprezzato in Ghana. Si presenta come un impasto di manioca e banana plantain a forma ovale o tonda, ed è solitamente servito con una salsa come accompagnamento.

Il colore del foutou può variare dal giallo chiaro a un giallo più intenso a seconda della quantità di banana utilizzata. E’ da notare che al posto della banana si può usare dell’igname (pianta discorea).

Come si cucina?

La banana e la manioca vengono sbucciate, tagliate e poi fatte cuocere a vapore. Successivamente, gli ingredienti vengono pestati e mescolati con un bastone in un grande mortaio di legno. Il ritmo del pestaggio dev’essere regolare per ottenere la consistenza desiderata.

In fine, il foutou viene plasmato finché non raggiunge una forma tonda e levigata.

Con cosa si accompagna?

Il foutou si serve con della carne immersa in una salsa da accompagnamento.

La salsa può essere di: semi di palma (sauce graine – colore marrone scuro); gombo (sauce gombo – colore marrone tendente al verde; consistenza filacciosa); melanzane (sauce claire – colore marrone chiaro); arachidi (sauce arachide – colore marrone inteso).

P.S. l’ultima salsa è la mia preferita, in caso ve lo foste chiesti.

4. Kedjenou de poulet (ke-ge-nu / de / pu-lé)

Un primo piatto eccezionale, che non ha nulla da invidiare hai suoi compagni citati qui sopra. Tipico dell’Africa occidentale, ma in particolare della Costa d’Avorio, il kedjenou è perfetto per un pranzo in famiglia.

Che cos’è?

Si tratta di uno stufato di carne bianca (nel nostro caso di pollo) cotto con delle verdure in un recipiente di terra cotta chiamato canari. Al posto del pollo, si può usare la gallina.

Come si cucina?

Secondo la tradizione, la carne del pollo viene tagliata e deposta nel canari con delle cipolle sminuzzate, dei pomodori senza semi e affettati, delle melanzane a cubetti. Il tutto viene poi condito con dell’aglio e delle piante aromatizzate (o il mitico Maggi Cube, che non può mai mancare!), e lasciato cuocere a fuoco lento.

Ovviamente, per quanto riguarda il condimento esistono delle varianti.

Per la cottura, invece, è curioso il metodo della popolazione Baoulé: utilizzano delle foglie fresche di banano come chiusura ermetica del canari.

Con cosa si accompagna?

A dire la verità, è il kedjenou ad accompagnare: è ottimo con un bel piatto di attiéké o con del semplice riso.

5. Gbofloto (bo-flo-to) o Beignets au sucre

Siamo alla fine, quindi è giunto il momento del dessert.

Che cos’è?

Il termine “gbofloto” deriva dalla frase “bé flé bé to“, che in dialetto Baoulé significa “ti chiamo per venire a comprare”. Infatti, questi deliziosi bigné vengono venduti ad ogni angolo della strada ed è impossibile non resistere al loro profumo!

Sono anche conosciuti come Puff Puff o Botocoin.

Come si cucina?

Per preparare i gbofloto bisogna per prima cosa diluire del lievito di birra in una bacinella d’acqua tiepida e salata. In un altro recipiente, si mescola la farina, lo zucchero, una noce moscata. Dopodiché, si aggiunge l’acqua con il lievito al composto di farina, poi si amalgama tutto con le mani, fino a raggiungere una pasta compatta.

L’impasto va lasciato riposare per qualche ora, in modo che il lievito faccia il suo lavoro. Una volta che è ben gonfia, la pasta è pronta: se ne prendono piccole parti (con la mano o con un cucchiaio) e le si immergono nell’olio bollente per friggerle.

Quando i beignets sono belli tondi e dorati, sono pronti per essere gustati!

Con cosa si accompagna?

Qui avete piena libertà. Sono dolci, perciò sbizzarritevi. C’è chi li cosparge di granella di cocco o li ricopre con lo zucchero; alcuni amano gustarli con il latte o con lo yogurt o altri derivati simili. Anche semplici sono deliziosi.

A me, personalmente, piacciono con la Nutella: d’altronde è tutto molto più buono con Nutella!

Eccoci alla fine del nostro succulento percorso culinario ivoriano. Io non sono una cuoca, ma spero che queste ricette via abbiano fatto venire l’acquolina proprio come a me!

Ovviamente, questi sono solo assaggi del vasto menù che la Costa d’Avorio può offrire.

Non vedo l’ora di entrare nella cucina di un altro paese africano. Dove andiamo la prossima volta? Senegal? Egitto? A voi la scelta!

Pubblicato da Stefanie Sonan

Studentessa presso in CIM (Comunicazione, Innovazione, Multimedialità) l'Università di Pavia. Presidente dell'Associazione Mosaik. Scrittrice per Afroitalian Souls

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