Dentro La Musica: Gli Artisti Che Hanno Fatto La Storia Dell’Africa

Non è un segreto che la musica sia parte integrante della cultura africana. Per generazioni, le canzoni dei più grandi artisti hanno lasciato un segno indelebile. Diamo un’occhiata ad alcune di queste leggende.

§ Miriam Makeba (Johannesburg, 1932 – Castel Volturno, 2008)

Comunemente nota anche come Mama Afrika, Miriam Makeba è stata un’icona della musica e un’attivista sudafricana.

Nata a Johannesburg da una madre swazi e un padre di etnia xhosa, Makeba cominciò a cantare professionalmente a vent’anni. La sua passione per la musica univa il jazz e il soul alla musica tradizionale sudafricana.

Tra i suoi brani più famosi compaiono Malaika, The Click Song e la hit Pata Pata.

Tuttavia, Mama Afrika non si guadagnò l’appellativo solo per la sua musica, bensì per il suo impegno nell’attivismo dell’epoca.

Miriam Makeba si batteva contro l’apartheid e contro tutte le discriminazioni che subivano i neri sudafricani. A causa dei suoi interventi, in particolare della testimonianza alle Nazioni unite del 1963, i suoi dischi furono banditi e la cantante fu esiliata dal suo stesso paese.

Solo nel 1990, Nelson Mandela riuscì a convincerla a rientrare in Sudafrica.

Morì in Italia il 9 novembre 2008, dopo essersi esibita in un concerto contro la Camorra.

§ Alpha Blondy (Dimbokro, 1953 – presente)

Alpha Blondy, nome d’arte di Seydou Koné, è il più grande artista reggae della Costa d’Avorio. Infatti, le sue canzoni appartengono al genere Roots-Reaggae, con influenze di ritmi africani e caraibici.

Il suo inconfondibile stile (in particolare i suoi iconici dreadlocks) sono tipici dell’influenza che il reggae e la cultura giamaicana hanno esercitato sulla sua musica.

Primogenito di otto fratelli, Alpha Blondy nasce Dimbokro. Viene educato da sua nonna e, come lui stesso ha detto, cresce “in mezzo agli anziani”.

Canta i francese, in dioula (uno dei tanti dialetti ivoriani) e in inglese. Per migliorare quest’ultima lingua, è stato a New York e in particolare si iscrisse all’American Language Program della Columbia University.

Anche se originario della Costa d’Avorio, Alpha Blondy è un artista internazionali. La sua musica ha raggiunto ogni continente con brani come Jerusalem, I Wish You Were Here e Masada.

Le sue canzoni trattano spesso temi che riflettono le sue opinioni: Abortion Is A Crime (l’aborto è un crime) ne è un esempio; God Is One esprime la sua visione della fede, influenzata dall’insegnamenti della nonna musulmana.

Alpha Blondy è, inoltre, ambasciatore all’ONU per la pace in Costa d’Avorio.

§ Youssou N’dour (Dakar, 1959 – presente)

Nel 2004 la rivista Rolling Stone lo definì il cantante più famoso di tutto il Senegal. Infatti, non a caso Youssou N’dour è anche detto “la voce del Senegal”.

Naque a Dakar da una madre Wolof e un padre Serer, e la sua carriera musicale decollò già a 12 anni. Inizialmente faceva parte della band Etoile de Dakar, fondata da lui stesso, ma in seguito si dinstinse per il suo genere unico e originale.

La sua musica è un mix di ritmi tradizionali senegalesi, rumba cubana, jazz, hip hop e soul. Il suo talento lo portò a collaborare con artisti di fama mondiale come Peter Gabriel, Sting, Bruce Springsteen.

Fece un featuring anche con la cantante svedese Neneh Cherry per il singolo “7 Seconds” nel 1994.

Nel 2005 vinse anche il suo primo American Grammy Award per il miglior album di musica world contemporanea con il CD Egypt.

Youssou N’dour è anche un uomo politico e un dedito attivista. Ad esempio, nel 1985 organizzò un concerto per la liberazione di Nelson Madela; comparve in una campagna pubblicitaria Spagna-Senegal per affrontare il tema dell’immigrazione illegale. Inoltre, nel 2009 compose “Wake Up! (It’s Africa Calling)” in collaborazione con Nas, Peter Buch dei R.E.M e Ducan Sheik per sostenere una campagna della salute per l’Africa.

§ Fela Kuti (Abeokuta, 1938 – Lagos, 1957)

Nato Olufela Olusegun Oludotun Ransome-Kuti questo cantante è una (se non la) leggenda della musica nigeriana.

Naque in una famiglia agiata: il padre fu il primo presidente dell’Assemblea degli insegnanti, mentre la madre fu un’attivista femminista e la prima donna nigeriana ad avere la patente di guida.

Studiò in Inghilterra, dove si diplomò al Trinity College of Music con la tromba.

La musica era essenziale nella vita di Kuti. Si distinse in particolare per un genere musicale che univa il jazz, il funk, i ritmi tradizionali della musica afro-occidentale e il rock psichedelico. Questo genere prese il nome di Afrobeat.

Le sue canzoni lo portarono alla fama molto presto (facilitata dal fatto che cantasse in inglese), ma lo resero inviso agli occhi di molte autorità nigeriane. Infatti, i brani di Kuti trattavano spesso di temi come la corruzione del governo e delle difficoltà socio-economiche del paese. Inoltre, criticava molto le forze dell’ordine, come si nota nella canzone Zombie.

Anche l’influenza del Black Panther Party negli Stati Uniti condizionò molto le sue idee politiche. Fela Kuti si batteva per i diritti degli africani e, nonostante sostenesse la poligamia, si espresse su molte condizioni sessiste subite dalle donne.

Fela Kuti, o The Black President, per il suo carattere rivoluzionario, passò alla storia come uno degli artisti africani più influenti del XX secolo.

Si spense a Lagos nel 1957 e si sospetta che la morte prematura fosse dovuta all’AIDS. Al funerale parteciparono milioni di persone.

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Queste sono solo alcune delle figure leggendarie che segnarono la storia della musica africana. Sono gli artisti di cui si innamorarono i nostri genitori.

E voi quante altre leggende della musica africana conoscete? Qualcuno dal Mali forse, come Salif Keita, o dal Kenya, o ancora, dal Nord dell’Africa?

Che aspettate? Scrivete qui nei commenti!

With love, Stefanie

#musica #africa #Storia #senegal #nigeria #sudafrica #costad39avorio

Pubblicato da Stefanie Sonan

Studentessa presso in CIM (Comunicazione, Innovazione, Multimedialità) l'Università di Pavia. Presidente dell'Associazione Mosaik. Scrittrice per Afroitalian Souls

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